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Feb 0722

Dolce& Gabbana: in Spagna pubblicità scandalo con una donna costretta a terra da un uomo mentre altri ragazzi guardano, in Italia bambini sotto teca di vetro

Pubblicato da Sara Magotti alle 06:44 in Annunci, Anteprime Spot, Notizie, Stampa


D&G um.JPG

Al di la del bene e del male! 

Questo il mio primo giudizio sulle ultime campagne pubblicitarie made in D&G. Da quando il noto duo di stilisti ha intrapreso la via del fetish per caratterizzare la propria comunicazione  abbiamo assistito ad una eclatante parabola discendente del buon gusto (se si scava ancora un po' troviamo il petrolio!Ed è pericoloso, poi Bush ci dichiara guerra con le scusa delle armi di distruzione di massa). In SPAGNA il manifesto qui sopra (che mi è stato segnalato dalla blogger di Lo direi così che già aveva postato  sull'argomento qualche giorno fa) è  STATO ASPRAMENTE CRITICATO a più voci per l'evidente contenuto mashilista/sadomaso/voyeristico. In effetti una donna costretta a terra da un uomo e trattenuta per i polsi mentre altri ragazzi guardano a metà tra il divertito e l'annoiato non è certo  un messaggio positivo.

Ma anche in Italia (seppur non vi è ancora stata nessuna protesta) D&G hanno decismente oltrepassato il limite della decenza, visto che in Stazione Centrale a Milano  nonche sul sito degli stilisti troneggiano questi bei manifesti con un BAMBINO SOTTO TECA DI VETRO....

D&G-M bimbo.JPG

...prima la versione al maschile...poi al femminile

 

D&G-donne e bimbi sotto teca.JPG
AGGIORNAMENTO: Dolce&Gabbana per nulla toccati dalle polemiche legate alla campagna lanciata in Spagna, accusata di incitare alla violenza sessuale, hanno dichiarato:"Ritireremo quella foto solo dal mercato spagnolo, loro sono un po' indietro...cosa c'entra l'immagine artistica con il fatto reale? Vuol dire che la prossima stagione faremo una nuova campagna, mettendo una donna nuda sopra un uomo!"  Una gran faccia tosta. Inoltre la premiata ditta D&G ha inaugurato proprio  oggi a Milano, alla Galleria Cardi, una mostra fotografica realizzata da Klein con il titolo "Secret Ceremony", tutti scatti simili a quelli riportati qui sopra. Per approfondimenti e per vedere le foto della mostra vi rimando a Repubblica.it, sezione immagini, in homepage sulla destra.

Spunti, segnalazioni, critiche o proteste? Scrivi un commento o contattami: skytools@virgilio.it.  Siete voi i miei "watchdog"!

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Commenti

1. Davide, Giovedì 22 Febbraio 2007 ore 12:20

Ad essere sincero la foto della donna sdraiata e tenuta per i polsi non mi sembra tanto diversa da molti altri scatti pubblicitari "di gruppo", più o meno ammicanti, promisqui e sessualmente diretti (anche se mediamente in altre direzioni). La componente sadomaso non la vedo, quella voyeristica c'è in ogni foto del genere... La componente maschilista in se sarebbe anche l'ora di rivederla un po' in giro se non fosse per il gesto relativamente violento (perché è palesemente non violento) di trattenere la donna terra. Insomma condivino in pieno che si debba porre la massima attenzione a non sollecitare più di quanto già accada la violenza uomo verso la donne, più forte verso il più debole, ma credo che questa attenzione debba passare per ben altro che la critica di un messaggio pubblicitario. Quella dei bambini sotto vetro... beh da genitore di bambini piccoli mi infastidisce più di altre, ma anche qui mi sembrano provocazioni non peggiori di altre fatte apposta per far cadere nella trappola chi si scandalizza e fa così il gioco di queste immagini. Non è il singolo messaggio ad essere il problema e non credo che sia scandalizzandosi o parlando del singolo messaggio che si abbassi la tensione di un fenomeno che ha radici e cause ben più profonde della pubblicità.

2. Sara SpotX, Giovedì 22 Febbraio 2007 ore 16:10

Ciao Davide. Secondo me invece (mi pare evidente visto che l'ho pubblicato) è importante parlare di questi manifesti. Non ritengo che scandalizzarmi e denunciare questo tipo di pubblicità (contraria alle regole imposte dall'istituto di autoregolamnetazione pubbliciatria -che però in Italia non ha valore legale)faccia il gioco di chi per vendere non trova di meglio che giocare sul filo di lana dell'eccesso legato al sesso.Anzi credo che possa creare dibattito ed aiutare a riflettere: non parlarne potrebbe creare un vortice di silenzio/assenso interpretabile come adesione ed apprezzamento per questo tipo di campagne. Sono d'accordo con te quando dici che il problema e molto più a monte, nella società, visto che comunque (vedi anche commenti alla pubblicità Ikea)LA PUBBLICITA' RIELABORA I MESSAGGI E I SEGNALI PROVENIENTI DALLA SOCIETA' CHE LA PRODUCE. Sostanzialmente riflette in buona misura paure, apettative sogni e valori di quella determinata società Ti faccio un esempio: non so se ricordi la pubblicità della Vigorsol in cui in ragazzo rubava da un tavolino di un bar un mazzo di fiori per donarlo alla sua bella, ebbene quello spot fu trasmesso senza problemi in Italia ma venne criticato e tolto dal mercato in Inghilterra perchè i consumatori lo percepivano come furto. Quindi essendo una manifestazione di una cultura mi sembra doveroso paralre e dibattere su certi tipi di pubblicità, su certi tipi di messaggi, non stupido e banale. Non ritengo che ad esempio indire un forum sui diritti delle donne, creare un ministero per le pari opportunità e poi permettere certi tipi di campagne sia una cosa positiva. Anzi. Inoltre mi stupisco di come nessuno in Italia abbia protestato per la campagna di D&G:strumentalizzare l'immagine di bambini è veramente bieco e capisco perfettamente la tua indignazione di padre.
p.s. Spero che Dolce&Gabbana abbiano il buon gusto di non importare la campagna spagnola in Italia, soprattutto visti i dati riporati da tutte le testate giornalistiche nazionali per cui si dununcia un aumneto della violenza sulle donne (cito la Repubblica) con 7 milioni di donne aggredite per 70% dai patner.

3. Davide, Giovedì 22 Febbraio 2007 ore 17:17

Io ho una mia idea impopolare sul rigurgito violenza di molti uomi e di molti ragazzini di oggi. Non è un segreto, lo scrivono fino alla nausea tutti i giornali e ne parlano le tv, che l'uomo come era "stereotipato" in Italia sia in crisi o, meglio, che l'uomo, sull'onda del lento processo di ridefinizione del ruolo della donna, stia anche lui vivendo una sua ridefinizione. Molta violenza scaturisce proprio dalla pessima reazione di molti a questo cambiamento e in questo non so se fa peggio un'immagine con un uomo "forte", oppure l'ennesima dell'uomo "aggredito" da quella col piercing ad uncino sulla lingua, per citare un esempio comunque migliore rispetto a quelli in cui l'identità sessuale è assolutamente confusionaria e confondente. Ovviamente non volevo dire di "non parlarne", ma nel farlo attenzione a non prendere per buona solo la prima e più scontata lettura di un messaggio. Se proprio volessi dirla tutta pur in quel gesto di violenza questa pubblicità di D&G continua ad essere "una pubblicità di D&G" quindi estremamente ambigua e io credo che sia l'ambiguità a far più male di quel che si possa pensare. Tutt'altra cosa queste http://www.focus.it/Community/cs/blogs/igiamma/archive/2007/02/20/151441.aspx

4. Sara SpotX, Giovedì 22 Febbraio 2007 ore 17:33

Concordo, l'ambiguità fa molto male! Si va considerato anche il ruolo dell'uomo come tu dicevi in relazione al nuovo ruolo della donna ma in ogni caso non è una bella immaggine, non è positiva e non è giustificabile sia per l'uomo che per la donna. Ma in questo caso mi sento di ribadire, soprattutto per la donna. Quella dei manifesti del link invece è un vedo-non-vedo pessimo. Sfortunatamente campagne del genere sono ancora molto diffuse...speriamo in meglio per il futuro,sesso e provocazione sono spesso la scorciatoia per chi non sa lanciare messaggi con creatività.

5. Davide, Giovedì 22 Febbraio 2007 ore 19:04

Comunque la campagna bambolotti/bambini è anche sui giornali, almeno io ho appena visto sul penultimo Vanity fair uno scatto versione femminile diverso dal tuo, ma sempre con la bambolina sotto vetro.

6. Sara SpotX, Venerdì 23 Febbraio 2007 ore 11:13

Si Davide, è su tutti i media, anzi hanno allestito anche una mostra a Milano. Citavo stazione Centrale perchè mi sembrava strano che i manifesti presenti non avessero suscitato le ire dei numerosissimi avventori. Tra qualche settimana anche l'immagine che ha fatto scandolo in spagna arriverà da noi...

7. blank space, Venerdì 23 Febbraio 2007 ore 17:10

Credo sia fuori da ogni grazia che esistano pubblicità come questa in cui viene incitato l'eccesso...

Tuttavia non ci trovo nulla di fetish....

8. SaraSpotX, Venerdì 23 Febbraio 2007 ore 19:23

Concordo assolutamente con te Blank, se poi oltre ad una campagna "istigatrice" si condisce il tutto con brillanti dichiarazioni "in Spagna sono indietro..." credo si sia scavato il fondo.

Si...l'uso degli aggettivi che ho fatto ha scatenato qualche perplessità (anche Davide diceva che non gli sembrava sadomaso come tu dici del fetish) ... diciamo che ho usato il termine fetish pensando all'abbigliamneto della donna rifacendomi alla definizione wikipediana (http://it.wikipedia.org/wiki/Fetish_%28erotismo%29) che pone l'accento anche "attribuisce rilevanza erotizzante a determinati tipi di abbigliamento-corsetti ecc, al materiale come il latex e ai colori rosso e nero. So che però si può intendere il termine anche in altri modi. Stesso vale per il sadomaso (http://it.wikipedia.org/wiki/Sadomaso)... Naturalmente è una mia interpretazione dell'immagine.

Il dato di fatto è che ancora una volta D&G hanno passato il limite!

p

9. Esi, Sabato 24 Febbraio 2007 ore 10:00

Horrible....terrible...inconcepible!!!

10. .M., Venerdì 2 Marzo 2007 ore 23:58

La coppia in se non rega disagio. Non c'è nessuna espressione sadomaso, spaventata o 'violenza' nel gesto o nel viso della modella. A mio avviso sono gli uomini intorno che deviano l'ottica e rendono la scena aggressiva... anche se, presi uno ad uno, sembrano solo dei manichini affamati di cibo, più che di sesso.

11. David, Giovedì 15 Marzo 2007 ore 17:15

Siete ridicoli... A parti invertite nn avreste detto nulla, o a maggior ragione se ci fossero stati 2 gay...

12. Cynthia Petrangeli, Lunedì 14 Maggio 2007 ore 19:25

Contnuiamo a farci affossare dai perbenismi sociali, dietro ai quali ci dimentichiamo da dove veniamo, chi siamo e cosa sarebbe ora di interpretare attraverso nuove visioni del reale. Dolce e Gabbana hanno finalmente destrutturato la dimensione carnale dal concetto sociale di ciò che è bene o ciò che è male, rivoluzionando addirittura il "metodo" con il quale pensare la carnalità: non violenza (dov'è? Nella mente di chi la vede ? E perchè la vede?) bensì " IL POTERE DELLA PASSIVITA' " ! Quella agita attivamente e non subita. Quella che rende una donna "La Femmina ". Una "Femmina" che nell'ultimo spot Lancia Y  seduce (proprio nel senso latino di "condurre a sè") il desiderio carnale puro e assoluto, aldilà del maschile/femminile con il quale continuiamo imperterriti a suddividere la società, dimeticandoci che entramvbe le dimensioni, quindi anche quelle carnali di entrambe, coesistono innanzitutto dentro ognuno di noi ! Personalmente, a 43 anni, donna, marketing manager nel campo del design, moglie di un uomo straordinariamente fuori dalle convenzioni, non riesco a leggere il "bimbo" sotto vetro come un'offesa: i significati simbolici sono molti e diversi tra loro. Chi lo ha associato ai bimbi in provetta? Chi ha pensato che "tenerli sotto vetro" li protegge dal mondo? Chi ha pensato che "sottovetro" , fino ai primi decenni del 1900,si esponevano soggetti e/o oggetti di rarissima preziosità ? Chi ha pensato che un bimbo sottovetro potrebbe rappresentare l'assoluta dimensione di un candore che oggi posseggono solo i bimbi? E che si perde prestissimo, troppo presto rispetto a ciò che la nostra stessa generazione - nè giovane nè vecchia nè forse mai cresciuta - ricorda. La Donna/Femmina è anche quella che agisce il suo potere decidendo di lasciare un bimbo sottovetro e di non farlo mai nascere. Può apparire un paradosso ma non lo è: decidere la "non nascita" è agire consapevolmente un atto passivo. Un atto passivo rispetto alla paurosamente scontata e ancora attualissima necessità delle regole del Femminile-Sociale, di mettere al mondo un bimbo. Regole ancora sostenute da patetici appelli alla natura materna del ruolo della Donna nella società.

13. sasi, Domenica 4 Novembre 2007 ore 16:48

nn avrebbero mai e poi mai messo un uomo a terra ed una k lo tiene dai polsi x il semplice fatto k l immgine della donna è rappresentata da una figura fragile mentre qll dell uomo virile sono stanca di vedere certe scene ke fanno veramente passare la donna solo x un oggetto

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