Sono lieta di ospitare su SpotX Maurizio Sala , Vicepresidente del Gruppo Armando Testa ( che SpotX aveva intervistato qualche tempo fa, qui il link ) e coordinatore di TestawebEdv, la societa multimediale del Gruppo Testa , che interverrà mensilmente su uno o piu temi legati al mondo della publicita, quindi non esitate a fare domande!
Per il suo primo intervento Maurizio Sala risponderà ad un domanda fatta qualche tempo fa da un lettore che chiedeva delucidazioni e possibili sviluppi sul marketing virale. Ecco le parole di Sala:
Oggi in Italia il marketing virale non è una pratica diffusa: è
una pratica di cui si parla molto. La differenza è sostanziale. Mentre in
altri Paesi su questo terreno dell'esperienza di marca si lavora
molto e con idee spesso pregevoli che vengono attuate con risultati
sorprendenti in termini di gradimento e impatto, qui da noi la cosa
viene menzionata quasi sempre in sede di inizio lavori e poi alla
luce dei fatti molto poco viene messo in pratica.
Mancano i talenti per farlo? Non è questo il punto. Il fatto è che la
gestione di operazioni "non convenzionali", cioè che non
rientrano nella filiera classica cui il sistema è abituato, richiede a monte
una cultura professionale aperta all'innovazione. Cultura che deve
appartenere sia al committente, sia alla struttura consulente, che
per i mercati di massa è ancora in larga parte costituita da agenzie di adv.
Le quali, per la maggior parte, ancora sostengono i modelli classici,
perchè su questi basano la grossa fetta della loro operatività. Per
quanto riguarda la marca, c'è viceversa ancora molta resistenza a
interagire col consumatore in una dinamica aperta al feedback diretto
da parte di questi, perchè l'idea di non controllare in toto il
fenomeno comunicativo mette ansia, o innesca perplessità.
Per fortuna le dinamiche che stanno muovendo i mercati verso questi
tipi di comunicazione sono molto più ampie del nostro Paese, sono un
fatto storico, una progressione dovuta e inevitabile.
In altre parole, volenti o nolenti, si tratterà presto (se non già
ora) di farsene una ragione e di cominciare il percorso.
Percorso che riserverà belle sorprese che si chiamano aumento
dell'efficacia, riduzione della spesa rispetto ai modelli abituali, coinvolgimento durevole del consumatore che -entrando in relazione
con l'azienda attraverso canali nuovi e coinvolgenti- riaccenderà in sè stesso quella "passione" per la comunicazione che oggi si staspegnendo lentamente, assopita da quantità industriali di messaggiche sostanzialmente sono gli stessi ai quali il pubblico è esposto dapiù di vent'anni.Un lasso di tempo che fiaccherebbe qualunque modello comunicativo,anche il più brillante."
alle 14:43
Gianluca Arnesano
Considerazioni giuste, condivisibili ed in qualche modo coraggiose.
Ottimo lavoro.
G.